PEDOFILIA, IL MOIGE: “NO ALLA CASTRAZIONE CHIMICA, SÌ ALL’INFORMAZIONE A TAPPETO AI MINORI”

Maria Rita Munizzi “L’unica via è quella dell’informazione tramite genitori e scuola che prepari i nostri bambini a difendersi dalle proposte indecenti del pedofilo”
Maria Rita Munizzi “Dopo i recenti casi di pedofilia venuti alla luce in questi giorni, qualcuno ha proposto l’introduzione della castrazione chimica: ebbene, questa non è la strada giusta, perché è dimostrato da tutta una serie di studi longitudinali statunitensi, che la castrazione chimica inibisce l’impulso fisico ma non la fantasia, ed aumenta l’aggressività, il che significa che, scongiurato un pericolo, potremmo però cadere addirittura in dinamiche alternative di sadismo, con le conseguenze che immaginiamo. L’unica via è quella dell’informazione tramite genitori e scuola che prepari i nostri bambini a difendersi dalle proposte indecenti del pedofilo” Dopo i recenti casi di abusi sui minori, con la scoperta di nuovi siti legati al pedobusiness, l’arresto di tre persone a Trento per sfruttamento sessuale di minori, e la discussa sentenza che ha riguardato il vicentino di trent’anni e la ragazza tredicenne, il Moige-Movimento Italiano Genitori – interviene sulla questione. “Purtroppo”, afferma Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale del Moige, “ non è la prima volta che lanciamo l allarme su un problema che rischia di incidere sul futuro dei nostri figli e del loro avvenire. Però crediamo che la strada della castrazione chimica, che viene proposta da qualcuno, non sia quella giusta, per una serie di motivi. Diciamo subito che questa via non risolve il problema, perché è appurato da studi longitudinali (controllati nel corso degli anni) effettuati negli USA che la terapia ormonale inibisce l’erezione (quindi l’impulso fisico), ma provoca un aumento dell’ aggressività. Inoltre la terapia ormonale non inibisce la fantasia. Quindi, paradossalmente, il pedofilo potrebbe cadere in una dinamica non sessuale ma sadica nei confronti del minore. La pedofilia infatti ha una recidiva altissima, e quindi rischiamo di non vedere risolto affatto il problema. In questo senso, oltre alla necessità di una fermezza della legge, l’unica strada è quella di dar vita tutti insieme-istituzioni, associazioni, scuola, genitori, ad un’informazione a tappeto nei confronti dei nostri figli che indichi loro con chiarezza le modalità per sfuggire a tutti generi di proposte indecenti che potrebbero subire, anche con i mezzi tecnologici di cui fanno un uso quotidiano (videofonino, internet, ecc.). Solo così riusciremo a combattere su tutti i fronti questo male immenso.
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