Presentato a Roma il web per amico nuovo progetto sociale del Moige

Per la prima volta in Italia una grande alleanza tra società civile, aziende e istituzioni condivide un progetto sociale, di portata nazionale, per dare a bambini, genitori e insegnanti gli strumenti per navigare ‘sicuramente’ sul web, lontani da siti pedo-pornografici, adescamenti e truffe.
Si tratta del progetto sociale ‘Il web per amico’, promosso dal Moige – Movimento Italiano Genitori e da “SicuramenteWeb”, l’insieme delle iniziative di Microsoft per un mondo digitale migliore, e sostenuto da Microsoft, Gruppo Poste Italiane, Telecom Italia e Polizia Postale e delle Comunicazioni. Il progetto ha inoltre il patrocinio del Ministero delle Politiche per la Famiglia, del Ministero dell’Interno e del Ministero delle Comunicazioni che è stato rappresentato in conferenza stampa dal vice capo di Gabinetto dott.ssa Maria Cristina Selloni. Alla conferenza stampa è intervenuto anche il Ministro delle Politiche per la Famiglia On. Rosy Bindi la quale ha affermato che “nella nuova Finanziaria ci sarà un maggiore sostegno economico alla Commissione che lotta contro la pedofilia e gli abusi sui minori”. “Internet fa parte della vita dei nostri figli – ha detto Maria Rita Munizzi, presidente del Moige – è quasi lo specchio del mondo in cui vivono. Un mondo con cose belle ma anche insidie, come quelle della pornografia e dalla pedofilia. Non possiamo vietare ai bambini di usare la Rete, ma prima è nostro dovere insegnar loro come evitare o affrontare i pericoli. E’ a questo scopo che nasce ‘Il web per amico’”. La necessità di informare bambini, genitori ed insegnanti sui rischi del web e sulle possibilità di proteggersi da ‘cattivi incontri’ è confermata dai risultati di due indagini svolte dalla società di sondaggi SWG. Su un campione di 5.000 genitori con figli tra 11 e 14 anni il 93% naviga in rete ma più della metà sottovaluta i rischi per i minori. Il 40% è infatti ‘poco preoccupato’ e il 24% lascia che i figli ne facciano uso senza controllo. Emerge inoltre che nel 25% dei casi il Pc si trova nella stanza dei ragazzi e in più di una famiglia su quattro (il 28% del campione) i computer non hanno software di parental control per bloccare l’accesso a siti potenzialmente inadatti ai ragazzi. Intanto i bimbi navigano, il 43% tutti i giorni, il 25% 2 – 3 volte a settimana e circa uno su quattro anche più volte al giorno, prevalentemente per cercare informazioni, ricevere o mandare mail o per scaricare musica e video. Internet è diffuso anche nelle scuole: secondo l’indagine dalla SWG, svolta su un campione di 650 insegnanti delle scuole medie, nell’11% degli istituti c’è addirittura la possibilità di connettersi sia da un laboratorio apposito che dall’aula. Il collegamento avviene mediamente 1,3 volte a settimana, con frequenza maggiore (1,7 volte) nelle isole e per una durata media settimanale di 44,9 minuti, che diventano 82,1 nelle isole. Ciò nonostante solo il 36% dei docenti ha seguito corsi di approfondimento sui rischi del web e, in media, il 64% degli insegnanti, con punte fino al 71% nel sud, non ha seguito corsi specifici sui rischi del web. Le maggiori preoccupazioni per i docenti sono che gli studenti navighino su siti con contenuti inadatti (79% del campione) o che prendano virus informatici (29%); ma con forti differenze territoriali. Se al sud e al centro c’è un picco di preoccupazione riguardo ai contenuti (80% e 82%), nelle isole ci si preoccupa molto dei virus (39%), al nord ovest per la pubblicazione di dati sensibili (15% contro una media nazionale del 12%) e al nord est spicca la preoccupazione che i ragazzi possano partecipare ai giochi d’azzardo (10% del campione contro 6% della media nazionale). Nonostante questo più di 1 Pc su 5 nelle scuole medie non è dotato di sistemi di filtraggio, con picchi che variano dal 25 al 31% a sud e nelle isole. “I siti per pre-adolescenti sono ricchi di contenuti interattivi, in particolare chat e forum che li fanno interagire con degli sconosciuti. – ha detto Renata Metastasio, docente della cattedra di Sociologia delle Comunicazioni della facoltà di Psicologia 2 dell’Università La Sapienza di Roma – E’ qui che può celarsi il rischio di contatti con pedofili. Per questo i ragazzi non dovrebbero essere lasciati troppo soli e senza appositi sistemi di filtraggio”. “Il web per amico” partirà dalle scuole medie di Roma il prossimo mercoledì 25 ottobre per proseguire lungo un percorso di 4.500 km che coprirà 12 regioni italiane. Ad essere coinvolti saranno 10.200 alunni suddivisi in 473 classi, i loro insegnanti e tutti quei genitori che, già avvisati dell’iniziativa, parteciperanno agli incontri. La campagna prevede lezioni differenziate per genitori e insegnanti da una parte, con l’ausilio di un corner informativo, per gli alunni dall’altra. Il tutto per un totale di 46 “Giornate di Scuola Aperta sulla sicurezza in Internet”, gestite da esperti del Moige e della Polizia Postale. La campagna sarà supportata anche dal sito tematico wwww.ilwebperamico.it. “I sistemi di filtro dei contenuti sono migliorati, ma non sono mai efficaci al 100% – ha detto Michele Crudele, esperto di sistemi di protezione della navigazione – La soluzione più sicura per i bimbi è selezionare le fonti di conoscenza adeguate all età. Quindi conviene dare l accesso solamente ai siti scelti dai genitori o dai docenti: all inizio saranno pochi, poi cresceranno, ma sempre di qualità controllata. E il concetto di “biblioteca di casa” che gli inglesi chiamano “walled garden” ”. “Web per amico, che abbiamo ideato con Moige e abbiamo condiviso con prestigiosi partner istituzionali ed industriali, è un importante esempio di collaborazione pubblico-privato nel sociale – ha detto Carlo Rossanigo, Direttore Relazioni Esterne e Corporate Marketing Microsoft – Web per Amico si inserisce tra i programmi chiave racchiusi nella nostra iniziativa SicuramenteWeb per una navigazione dei minori sul web sempre più protetta dalle insidie nascoste nella Rete”. “La pedopornografia in rete è un reato che perseguiamo con assoluta fermezza – ha detto Domenico Vulpiani, direttore di Polizia Postale e delle Comunicazioni – In sei anni abbiamo arrestato 164 persone ed eseguito oltre 3.000 perquisizioni: sarà un lavoro lungo ma i pedofili non hanno scampo”. “Un grande gruppo tradizionalmente vicino alle esigenze dei cittadini avverte, come prioritario, il compito di offrire il proprio contributo a favore dell’integrità psichica e fisica dei minori – ha detto Riccardo Capecchi Responsabile Relazioni con le Istituzioni Nazionali nella funzione funzione Communication and Public Affairs di Poste Italiane – Per questo Poste Italiane partecipa convinta alla ‘grande alleanza’ promossa dal Moige. Un disegno condiviso e sostenuto da organismi nazionali e internazionali. Tutti, a diverso titolo, impegnati a difendere i minori dalle insidie di internet”. “La nostra azienda – ha infine detto Francesca Reich di Telecom Italia – mette a disposizione dei clienti l’infrastruttura di rete e la propria esperienza anche per garantire la sicurezza durante la navigazione, la gestione della posta elettronica e nelle attività all interno delle community”. Nell area download la cartella stampa dell iniziativa.
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