Fumo: necessario aiutare le donne in gravidanza a smettere

Una fumatrice su tre non smette in gravidanza, ma il pericolo di danni al feto è elevato: il Moige mette a disposizione un numero verde e un sms periodico per aiutare a smettere

Una donna su tre non smette di fumare in gravidanza. Fra quelle che smettono il 76 per cento riprende a fumare dopo qualche tempo: il 3 per cento addirittura immediatamente dopo il parto, il 4 per cento dopo un mese, il 12 per cento dopo un anno, il 18 per dopo il primo anno di vita del bambino e solo il 37 per cento attende la fine dell’allattamento. Il 55 per cento delle donne che non ha smesso di fumare in gravidanza dice di non essere riuscito a smettere, molte per la mancanza di un sostegno. Sono questi i risultati di una ricerca condotta 2 anni fa dal Moige – Movimento Italiano Genitori.

“I dati diffusi oggi dalla Asl di Varese – dice Barbara Guerrini, responsabile medico scientifico del Moige – confermano che, a distanza di due anni, la situazione è ancora molto grave. La maggior parte delle donne sa che fumare provoca danni al nascituro ma nonostante questo non riesce a smettere. Contro questo problema bisogna agire su due fronti – continua la Guerrini – da una parte informare, richiamando l’attenzione anche sul pericolo del fumo passivo, dall’altra sostenere le donne che provano a smettere”.

“E’ proprio per questo – conclude la Guerrini – che da ormai 3 anni portiamo avanti una campagna contro il fumo in gravidanza. Le fumatrici che desiderano informazioni, consigli e sostegno per smettere possono visitare il nostro sito www.fumoemamma.it, parlare gratuitamente con dei medici telefonando al numero verde e, se vogliono, iscrivendosi al sito, possono anche ricevere periodicamente un sms che ricorderà loro i rischi del fumo e l’importanza dell’impegno preso”.

 

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