Neonati in Famiglia: Amal

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Amal è una mamma trentanovenne di tre figli di 11 anni, 7 anni e 11 mesi. Nata a Tripoli vive in Italia da 24 anni. Lavorava come aiuto cuoca e aveva una casa in affitto con suo marito.

Negli anni, a seguito delle gravidanze, ha perso il lavoro. Per le mutate condizioni economiche la famiglia ha dovuto lasciare la casa dove vivevano non potendo più permettersela. Attualmente vive col marito e i tre figli maschi in una abitazione occupata nella periferia di Roma. Al momento sono senza permesso di soggiorno poiché, in seguito al furto della sua borsa, sono stati rubati anche i documenti di tutta la famiglia.

La mamma esperta ha aiutato la mamma a prendere contatti con la questura per richiedere gli appuntamenti e ottenere nuovo permesso di soggiorno. Amal in seguito ad un incendio verificatosi nel suo appartamento, ha perso un bambino all’ottavo mese di gravidanza perché costretta a gettarsi da una finestra per mettersi in salvo. La donna appare fortemente provata per il lutto del bimbo in grembo mai rielaborato. I bambini sembrano non avere problemi rilevanti, solo il più piccolo, nato dopo la morte del fratellino, ha un’iperattività che la mamma riesce ancora a gestire.

Il bonus è stato utilizzato per l’acquisto di un passeggino grande, utile all’esigenza del più piccolo. Dal colloquio è emerso che il bimbo di sette anni ha spesso mal di denti. A tal proposito la mamma esperta ha ricercato una struttura per fare una ortopanoramica gratuita. L’esame è stato eseguito ed ha rivelato una serie di carie. La donna è stata indirizzata L’ospedale Odontoiatrico EASTMAN. Il marito ha un lavoro precario che rappresenta l’unico sostentamento famigliare. Per motivi non dichiarati dal portale dell’INPS è stata respinta la loro richiesta di assegno unico.

La loro abitazione non è adatta ad ospitare una famiglia, e sperano nell’assegnazione di una casa popolare che permetta loro di vivere in una situazione più stabile e consona per i loro tre bambini. La situazione precaria, sia economica che abitativa, rende Amal fragile e impaurita per quello che sarà il futuro dei suoi bambini, spera di trovare un lavoro. Dal colloquio emerge una grande forza di volontà che, nonostante il dolore che porta nel cuore, riesce a farle credere che prima o poi saprà dare un futuro sereno ai suoi figli. Grazie all’opera dei volontari continuerà ad avere il sostegno di cui necessita, soprattutto quello psicologico legato al trauma della morte del bambino.

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