Perchè questa campagna

In Italia la fruizione di servizi per l’infanzia non è ancora sufficiente. Oggi più che mai le ricerche pongono particolare attenzione e sensibilità alla relazione madre-bambino evidenziando l’importanza dell’esperienza ai fini dello sviluppo del bambino.

Dopo il parto, molte donne sono lasciate sole e prive di sostegno, a volte poco integrate nel tessuto sociale poiché appartenenti a coppie miste e/o immigrate. Nelle donne straniere questo disagio è aggravato anche dal confronto con modalità culturali diverse nell’accudimento del bambino.

Queste condizioni problematiche degli adulti coinvolgono sempre di più i bambini, condizionando dunque i normali processi dell’età evolutiva.

Si può ipotizzare che una mancata capacità di gestione dei “bisogni” o modalità interattive familiari “disturbate” possano portare nel tempo allo sviluppo nel bambino di veri e propri disagi del vivere, quali il disagio scolastico e relazionale con effetti duraturi nel tempo o a comportamenti quali il bullismo e le dipendenze.

Da queste premesse è nato il progetto “Neonati in famiglia: genitori e figli” con cui abbiamo offerto supporto a 65 neo mamme con difficoltà economiche e sociali.

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