Sovrappeso e obesità, al via campagna del Moige per le elementari

Jinny e Foody, due simpatici burattini, insegnano ai bimbi come avere una corretta alimentazione e un sano stile di vita. Munizzi: “Le abitudini che nascono da bambini sono le più durature. Per questo è fondamentale educare ad un corretto stile di vita fin dall’infanzia”.

A 10 anni la metà dei bambini italiani cammina meno di 30 minuti al giorno, il 24% è sovrappeso e l’11% obeso, dati che portano l’Italia in testa alla classifica europea. Sedentarietà e obesità rischiano di tagliare di 4 -5 anni le aspettative di vita dei bambini. Camminano sempre di meno, vanno a scuola in automobile, solo il 25% mangia quotidianamente frutta e verdura e sono sempre più grassi tanto da essersi conquistati un primato nella classifica europea.

E’ questa la fotografia dei bambini italiani: a 10 anni la metà di loro cammina meno di 30 minuti al giorno, il 25% è in soprappeso e l’11% addirittura obeso. In totale il 36% dei bambini delle elementari è in una situazione di sovrappeso dovuto per lo più a cattive abitudini alimentari e ad uno stile di vita tendenzialmente sedentario: il 13% beve abitualmente bevande gasate durante i pasti, il 66% nel piatto vorrebbe sempre la pasta, il 47,3% la carne e il 36,6% i dolci. In fondo alle preferenze dei bimbi ci sono formaggi (7,5%) e verdure (6,3% per le crude e 9,1% per le cotte) (dati tratti dalla ricerca 2005 “Baby consumers, rapporto sugli under 18” a cura del Movimento difesa del cittadino MDC – dipartimento junior, condotto su 13 regioni e 2.735 alunni delle scuole elementari e medie).

Così abitudini alimentari scorrette e tendenzialmente monotone insieme a uno stile di vita poco attivo rischiano di creare adulti obesi e con problemi di salute, dal diabete ai problemi cardiovascolari, con conseguente riduzione delle aspettative di vita di 4 – 5 anni. (Dati Oms – Organizzazione Mondiale della Sanità 2005).

“Una situazione di sovrappeso da piccoli aumenta sensibilmente la possibilità di essere obesi da adulti. Per questo è fondamentale educare i bambini, e con loro l’intero nucleo familiare, ad un corretto stile di vita fin dalle scuole elementari”. A dirlo è Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige – Movimento Italiano Genitori. Con questo intento parte, il 18 gennaio, la campagna “Hop Hop!, Gnam Gnam!” realizzata dal Moige, grazie al sostegno di Kraft e il patrocinio del Miur, e destinata ai bambini delle scuole elementari.

L’iniziativa volta a promuovere una corretta alimentazione e a combattere la sedentarietà impegnerà le scuole partecipanti fino alla chiusura dell’anno scolastico e coinvolgerà tra Roma e Milano oltre 2.500 bambini tra i 5 e gli 11 anni. Il cuore della campagna è un teatrino itinerante di burattini, Jinny e Foody, che girando per le scuole parlerà ai bimbi di movimento e cibo coinvolgendoli in giochi non sedentari e spingendoli a mettere subito in atto le nozioni apprese. Contestualmente saranno distribuite ai bambini delle schede didattiche su cui lavorare, agli insegnati un manuale da utilizzare per le lezioni in classe e, a docenti e genitori un opuscolo con molti consigli utili e pratici.

“L’obesità – dichiara l’Avvocato Giuseppe Allocca Direttore Relazioni Esterne e Affari Legali di Kraft Foods Italia che ha contribuito alla realizzazione del progetto – rappresenta ormai in tutti i paesi industrializzati uno degli aspetti più importanti per la salute pubblica. Kraft, quale leader mondiale nel settore alimentare, riconosce di avere un ruolo importante da giocare ed ha deciso di impegnarsi costruttivamente a risolverlo. La nostra azienda intende sostenere il proprio sviluppo in modo responsabile: vogliamo che la diffusione dei nostri prodotti e il nostro successo rafforzino la visione principale di Kraft che è quella di aiutare le persone e soprattutto i bambini a nutrirsi bene per crescere e vivere sempre meglio.Siamo convinti – conclude Allocca – che questa iniziativa costituisca un tassello importante per dare un contributo significativo allo sviluppo di una corretta educazione alimentare delle nuove generazioni nel nostro paese”.

“Il costante aumento del sovrappeso e dell’obesità tra i bambini è preoccupante – spiega Barbara Guerrini, pediatra responsabile del progetto – ed è imputabile ad un’alimentazione non corretta, tendenzialmente monotona, povera di frutta e verdura e troppo ricca di grassi. A ciò si aggiunge una tendenza sempre maggiore alla sedentarietà: secondo l’Oms i bambini fanno pochi giochi di movimento e l’80% va a scuola in auto.E’ vero che una certa percentuale di loro pratica uno sport, anche due volte a settimana, ma questo non basta se poi trascorre tutte le altre ore tra i banchi di scuola e il divano”.

“Per i bambini fare attività fisica e sport con regolarità è un bene – dice il dottor Michelangelo Giampietro – Specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell Alimentazione, che ha collaborato al progetto – ma non c’è bisogno di essere campioni a tutti i costi: l’unica cosa che conta è che i bambini si muovano tutti i giorni e siano impegnati in giochi e attività di movimento piacevoli e divertenti. L’attività motoria organizzata e lo sport possono cominciare già a 3 anni ma è fondamentale il rispetto delle tappe evolutive e delle preferenze del bambino. In ogni caso l’attività agonistica vera e propria non dovrebbe essere mai proposta prima dei 10 – 12 anni, con alcune eccezioni come per il nuoto e la ginnastica che possono essere praticati già dagli 8 anni”.

“Nei primi anni di vita i bambini hanno una naturale tendenza all’attività motoria spontanea sotto forma di gioco – dichiara Luciana Magrì, docente di Educazione Fisica consulente del progetto – ma quest’attitudine, se non coltivata, tende ad affievolirsi con gli anni trasformando il bimbo in un adolescente sedentario. La sola attività fisica scolastica non è sufficiente, è necessario che i bimbi imparino a camminare, a fare le scale a piedi e magari a giocare all’aria aperta, anche se oggi purtroppo non ci sono più molti spazi”.

“Secondo dati recentemente diffusi dalla Doxa solo il 30% dei bambini fa una colazione adeguata – dice Oliviero Sculati, Direttore unità di nutrizione del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brescia, oltre che responsabile del settore comunicazione dell’Adi–Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica che ha dato il plauso all’iniziativa – il 30% non consuma frutta e la metà non mangia verdura; cattive abitudini che si trasformano in peso di troppo e problemi di salute. Nella maggior parte dei casi per “rieducare” il bambino è necessario coinvolgere tutto il nucleo familiare: i figli tendono ad assumere gli stessi comportamenti dei genitori e ad “ereditarne” anche gli errori alimentari. Per questo è indispensabile che i genitori siano coinvolti nei progetti di educazione alimentare e che diano il buon esempio mangiando correttamente e movendosi di più”.

Questo contenuto è parte integrante del progetto:

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