11 Maggio 2026 Si è svolto oggi a Palazzo Grazioli, presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera, l’evento “Social sotto processo”, promosso dal Moige insieme allo Studio Legale Ambrosio & Commodo e a un gruppo di famiglie, nel contesto della prima class action inibitoria in Europa contro Meta e TikTok a tutela dei minori. Un momento di confronto intenso e partecipato che ha riunito rappresentanti del mondo legale, scientifico, pedagogico e istituzionale, con un obiettivo comune: riportare al centro la sicurezza dei ragazzi nel mondo digitale e chiedere maggiore responsabilità alle piattaforme social. Ad aprire i lavori Antonio Affinita, direttore generale e cofondatore Moige, che ha ribadito l’urgenza di un’azione concreta a tutela dei più giovani: “Da 30 anni difendiamo i minori: oggi questa class action è la risposta collettiva più concreta che genitori e associazioni potessero dare a piattaforme che danneggiano consapevolmente i nostri figli. Non potevamo più aspettare”. Nel corso dell’incontro sono intervenuti Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza; Sandra Cioffi, Presidente CNU – Consiglio Nazionale Utenti presso AGCOM; Stefano Commodo, avvocato e coordinatore del team legale della class action; Tonino Cantelmi, direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale; Maria Angela Grassi, presidente ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani; Claudia Di Pasquale, presidente nazionale AGE – Associazione Genitori; Valentina Muraglie, direttivo ANFN – Associazione Nazionale Famiglie Numerose; Stefano Crico, presidente EPA, che è intervenuto tramite un videomessaggio e Lucia Marchegiani del Forum delle Associazioni Familiari. Al centro del dibattito i rischi legati all’uso incontrollato dei social da parte dei minori: dalla mancanza di efficaci sistemi di verifica dell’età fino ai meccanismi algoritmici progettati per aumentare il tempo di permanenza online, come scroll infinito, notifiche continue e profilazione comportamentale. Temi che la comunità scientifica collega sempre più frequentemente a fenomeni di dipendenza, isolamento, difficoltà emotive e alterazioni nei processi di sviluppo cognitivo degli adolescenti. L’azione legale presentata al Tribunale delle Imprese di Milano chiede infatti tre interventi principali: il rispetto del divieto di accesso ai social per gli under 14, l’eliminazione dei sistemi che favoriscono dipendenza e manipolazione algoritmica e l’obbligo di informazioni chiare sui rischi connessi all’utilizzo delle piattaforme. L’appuntamento dell’8 maggio ha rappresentato un primo passo concreto di un percorso più ampio che guarda già alla prossima tappa: il 14 maggio 2026, quando il Tribunale delle Imprese di Milano darà avvio alla prima udienza del procedimento. Condividi l'articolo su