Perchè questa campagna

Secondo analisi di mercato, già sappiamo che nei prossimi anni aumenterà la richiesta di professionalità basate su competenze umane che le macchine non possono rimpiazzare: tutte attività che richiedono manualità, ingegno e creatività.
L’artigianato tradizionale non è assolutamente in via di estinzione: numerosi studi sull’occupazione concordano nell’affermare che l’artigianato e tutti i lavori basati sul saper fare con le mani saranno tra le professioni più ricercate nei prossimi 10 anni. Attività che devono imparare a coniugare creatività, abilità manuale e padronanza delle tecniche con innovazione, tecnologie digitali e potenzialità della rete per riuscire a rifiorire.

L’idea che le professioni legate alle arti e ai mestieri siano impieghi di “serie b” ha portato le nuove generazioni a smettere di misurarsi con questo tipo di professionalità.

Secondo gli analisti del mercato del lavoro pare proprio che dalla riscoperta delle attività manuali potremo cominciare a scongiurare la crisi economica. Questa riscoperta, però, deve necessariamente modernizzarsi, mettendo insieme manifattura e servizi passando attraverso la tecnologia digitale per rilanciare il Made in Italy in tutto il mondo.

Questa è la premessa che anima il progetto “Riscopriamo le arti antiche 3.0”: un viaggio nel tempo alla ricerca dei mestieri perduti per capire quali di queste arti rivalutare e rendere attuali grazie alla tecnologia e alla cultura digitale, in modo da offrire ai nostri figli una possibilità di emancipazione e un futuro professionale costruito su basi concrete.

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