Dipartimento per l’Istruzione: “La richiesta di contributi scolastici alle famiglie lede il diritto allo studio garantito dalla Costituzione”

Il 7 marzo il Dipartimento per l’Istruzione ha diffuso presso le istituzioni scolastiche una circolare  con la quale rende nota l’ingiusta richiesta delle scuole di far pagare alle famiglie dei contributi extra senza che sia previsto da nessun regolamento.

La lettera arriva in risposta alle numerose segnalazioni pervenute al Dipartimento da parte di famiglie che denunciano irregolarità ed abusi riguardo l’istanza di pagamento obbligatorio di una quota scolastica deliberata dal consiglio d’istituto come atto volontario.

“Simili comportamenti – si legge nel documento ministeriale – oltre a danneggiare l’immagine dell’intera amministrazione scolastica e minare il clima di fiducia e collaborazione che è doveroso instaurare con le famiglia, si configura come una vera e propria lesione al diritto allo studio costituzionalmente garantito”.

A tal proposito si rammenta l’art.34 della Costituzione il quale afferma il principio dell’obbligatorietà e gratuità dell’istruzione fino alla classe 3° della scuola secondaria di secondo grado, mentre per le classi 4° e 5° il pagamento della tassa è subordinata esclusivamente al pagamento delle imposte erariali.

Il Dipartimento rinnova poi l’invito ad una gestione corretta ed efficiente delle risorse pubbliche: “si ritiene auspicabile – continua la circolare – che le scuole acquisiscano tale contributo non attraverso comportamenti vessatori e poco trasparenti, bensì facendo leva sullo spirito di collaborazione e di partecipazione delle famiglie, le quali, si è certi, ben comprendono l’importanza di risorse aggiuntive per la qualità dell’offerta”.

Nel momento in cui dovessero pervenire ancora le segnalazioni di irregolarità il Dipartimento per l’Istruzione provvederà a trasmetterle ai direttori degli Uffici scolastici regionali, i quali “provvederanno ad operare tempestivamente le opportune verifiche ed eventualmente ad assumere tutte le conseguenti determinazioni, anche di carattere sanzionatorio, in relazione alla gravità dei fatti contestati”.

[Fonte: Circolare Prot. n. 0000593 – 7/03/2013 – Dipartimento per l’Istruzione – Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca]

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