Perché questa campagna?

Le offese verbali, le aggressioni violente, i ricatti, le minacce, le “prese in giro”, i danni alle proprie cose sono ormai atti all’ordine del giorno, soprattutto all’interno dell’ambiente scolastico.

La tenera età dei bambini, non supportata da una maturità tale da fargli capire che la violenza non è la moneta di scambio per ottenere un po’ di successo in più, ha bisogno necessariamente di un vigile controllo da parte della scuola ma soprattutto dei genitori. Gli adulti infatti dovrebbero seguire i loro figli anche per per prevenire un altro tipo di violenza: il cyberbullismo, e cioè l’aggressione sul web.

C’è molta disinformazione e reticenza riguardo questo argomento, da un lato perché il figlio potrebbe essere riservato e quindi restio a parlarne a casa, dall’altro perché i casi di bullismo potrebbero essere sottovaluti e scambiati per casi normali di litigi tra compagni di scuola.

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