SEGNALACI CASI DI VIDEOGIOCHI NON ADATTI AI MINORI: COMPILA ORA IL FORM!

IL TUO CONTRIBUTO È IMPORTANTE PERCHÉ:

Tuo figlio ha ricevuto in regalo un videogioco violento? Ha mostrato dipendenza o reazioni inconsuete dopo aver giocato? Il limite dell’età riportato sulla copertina del videogioco non rispecchia i suoi contenuti?

Le tue segnalazioni ci aiutano nel lavoro di miglioramento dell’attuale panorama legislativo in materia di vendita e acquisto di videogame per i minori. Il settore dei videogiochi, infatti, non è in alcun modo regolamentato.

I minori giocano a videogiochi non adatti alla loro età?

Secondo i dati riportati nell’indagine 2011 “Vietato non Vietato”, promossa dal Moige su un campione di 2000 minori, acquistare e giocare a videogame non adatti alla loro età sono comportamenti piuttosto diffusi tra i ragazzi.

Solo per riportare alcuni dati: nelle scuole medie sono il 40% i bambini che affermano di aver giocato a videogiochi non adatti alla loro età, mentre nelle scuole superiori la percentuale sale del 10% rispetto alle scuole secondarie di 1°. Raramente poi vengono trovate all’interno dei punti giochi le indicazioni relative alle raccomandazioni sui giochi e ancora più di rado il personale di vendita verifica l’età di chi li compra.

Ma perché i minori acquistano videogiochi non adatti? Sempre secondo l’indagine ‘Vietato non Vietato’ i bambini lo fanno per adeguarsi al loro gruppo di pari: molto spesso l’acquisto di un videogioco da parte di un bambino segue l’acquisto dello stesso da parte di un amico. Un altro aspetto da non sottovalutare è la reazione dei genitori all’acquisto di videogiochi non adatti da parte dei loro figli: nella maggior parte dei casi i genitori approvano la spesa del gioco. Inoltre si rileva che i giovani acquirenti dei videogame non adatti ai minori tendono anche a mettere in atto altri comportamenti ‘trasgressivi’ o vietati, come il consumo di alcol e la visione di pellicole per adulti.

Il vuoto legislativo

Da anni siamo strenui sostenitori di un uso consapevole e responsabile dei videogiochi, che se da un lato rappresentano una forma di gioco, sappiamo divenire molto pericolosi per l’uso smodato ed eccessivo che di essi si può fare: tanta letteratura scientifica al riguardo purtroppo lo conferma.

La rilevanza dei videogiochi come nuovi mezzi di comunicazione è d’altra parte dimostrata dal trend positivo che ormai da anni caratterizza il settore e dall’ampliamento dei soggetti destinatari, al punto che ad oggi esistono anche videogame con contenuti osceni o violenti esclusivamente adatti agli adulti.

Tutto ciò senza che esista una normativa che disciplini la materia. Il mondo dei videogiochi, infatti, sia acquistati nei punti vendita sia scaricati on line, rimane completamente privo di regole e poco conosciuto: un bambino può acquistare liberamente, o scaricare da internet, anche i videogame indicati come adatti a un utente maggiorenne. Proprio alla luce di tale realtà, risulta prioritario per la sicurezza dei ragazzi un intervento che regolamenti in maniera esaustiva il tema della tutela dei minori in tale settore.

Oltre al vuoto legislativo, preoccupante è la scarsa attività di comunicazione svolta in merito: poco consapevoli sono ad oggi i bambini e i ragazzi su un corretto uso del medium, poco informati i genitori su potenzialità e rischi dei videogame, poco sensibilizzati i venditori che sono spesso all’oscuro dell’esistente del sistema di classificazione Pegi o che comunque non se ne fanno promotori.

Anche la Commissione Europea si è più volte espressa sulla necessità di porre rimedio a questo gap legislativo prevedendo strumenti validi che vadano a normare l’acquisto e l’utilizzo di videogame dai contenuti inadatti ai minori e ha sottolineato l’esigenza di perfezionare l’attuale sistema di classificazione Pegi, semplificandone la simbologia utilizzata e garantendo una maggiore trasparenza dei parametri utilizzati.

Che cos’è il Codice Pegi?

In Italia i giochi contrassegnati dall’etichetta “18” sono definiti come ‘adatti alla maggiore età’, ma non ne è vietata la vendita ai minori di 18 anni. I rivenditori non sono obbligati per legge né ovviamente è prevista una sanzione per coloro che lasciano acquistare ai minori dei giochi non adatti alla loro età. Esistono in materia delle raccomandazioni previste dal codice Pegi, ma appunto si tratta solo di consigli all’uso corretto del videogioco, al comportamento e al suo acquisto.

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