SEGNALACI SITUAZIONI DI DISAGIO O PERICOLO PER I MINORI: COMPILA IL FORM ADESSO!

IL TUO CONTRIBUTO È IMPORTANTE PERCHÉ:

I mass media sono tutti quei mezzi (televisione, radio, internet, giornali) che divulgano informazioni al vasto pubblico e creano un clima di opinione e conoscenza tale da mettere in moto una massa critica e dinamica.

È ormai dimostrato che le immagini, i dialoghi televisivi e cinematografici, i contenuti multimediali influiscono sulla crescita psicologica e sullo sviluppo emotivo dei minori. Oggi, che questi mezzi di comunicazione e svago sono una presenza scontata e costante nella maggior parte delle case, lottare per la qualità della programmazione e la sicurezza dell’utilizzo dei media da parte dei minori è un’esigenza sentita come importantissima dalla maggior parte dei genitori.

I minori, oggi, sono quelli che vengono definiti i “nativi digitali” e che nascono e crescono usufruendo in maniera quotidiana e quasi continuativa dei new media. Questi mezzi di comunicazione, immediati e interattivi, rappresentano senza dubbio una possibilità straordinaria di conoscenza e scoperta del mondo, ma possono nascondere anche grandi pericoli, dalle frodi all’adescamento pedofilo, al cyberbullismo.

Segnalaci contenuti non adatti ai minori, compila adesso il form!

Televisione

La televisione è un mezzo che può favorire la crescita e l’educazione, informa e persino forma attraverso programmi di qualità; basti pensare al telegiornale per i ragazzi, alle trasmissioni che in forma documentaristica o animata trattano temi di storia, di geografia o di scienze naturali o ad alcuni programmi di intrattenimento pomeridiani molto ben fatti che si propongono obiettivi cognitivi, logici e linguistici.

La valenza positiva o negativa della televisione nella crescita dei bambini dipende sia dalla qualità che dai contenuti delle trasmissioni cui vengono esposti, sia dal tempo che trascorrono davanti al video.

Al piccolo non va negato l’uso e la fruizione della televisione, vanno però proposte e fatte rispettare alcune regole fondamentali:

  • non trascorrere troppe ore davanti alla televisione
  • scegliere insieme ai genitori il programma da guardare
  • non guardare la televisione durante i pasti per favorire il dialogo in famiglia
  • posizionare il televisore in spazi comuni
  • non lasciare il telecomando ai bambini: rischierebbe di perdersi nello zapping abituandosi in questo modo a una visione frammentaria e perdendo capacità di concentrazione
  • non attribuire alla televisione il ruolo di baby-sitter: in questo caso favorireste, seppur involontariamente, una teledipendenza
  • guardare la tv con i ragazzi per condividere con loro risate, idee, informazioni e parlare dei programmi e commentarli insieme, al fine di favorire una visione più attiva e stimolante

Per avere un aiuto e un valido supporto sulla scelta dei programmi più o meno idonei ai ragazzi, l’Osservatorio Media del Moige da sei anni pubblica “Un anno di Zapping”, guida accurata per tutti coloro che vogliono orientarsi nell’offerta delle reti televisive nazionali, reperibile anche nelle librerie.

Codice di autoregolamentazione Tv e minori

Predisposto dal Ministro delle Comunicazioni e approvato il 29 novembre 2002 dai rappresentanti delle emittenti televisive nazionali e locali , il codice di autoregolamentazione Tv e Minori parte dal presupposto che l’utenza televisiva è costituita anche da minori.

Nello specifico il  codice di autoregolamentazione della televisione e minori predispone l’istituzione di un Comitato di controllo sulla programmazione tv, l’impegno delle emittenti alla trasmissione di programmi adatti per i bambini in prima serata e la programmazione specifica per i minori nella fascia dalle ore 16 alle ore 19. Inoltre, rispetto al precedente codice c.d “Prodi” del 1997 sono state rafforzate le sanzioni: infatti, il Comitato di controllo ha il potere di chiedere all’emittente la modifica o la sospensione del programma in caso di violazioni e, in accordo con l’Autorità per le garanzie delle Comunicazioni, irrogare sanzioni come il pagamento di una multa dai 5 mila ai 20 mila euro, da 10 mila a 250 mila euro in caso di nuove violazioni, fino alla revoca della licenza o autorizzazione per i recidivi.

Per leggere l’intero documento clicca qui

Internet e i social network

I giovani fruiscono quotidianamente della rete, considerata uno strumento di conoscenza, divertimento e socializzazione. Il web, tuttavia, se non utilizzato correttamente, rischia di nascondere nuovi pericoli soprattutto per i più piccoli. Basti pensare alla pedopornografia online o al cyberbullismo.

L’uso di internet non deve essere vietato ai più giovani, ma assolutamente ‘guidato’. È necessario educare i ragazzi affinché evitino le insidie della navigazione, così come è importante che i genitori conoscano il web e i suoi meccanismi e siano consapevoli dell’attrattiva esercitata sugli adolescenti da tale strumento.

Tra i ragazzi sono diventate molto popolari le piattaforme di social networking, soprattutto Facebook, al quale sono iscritti 9 giovani su 10. I minori si iscrivono alle community per tenersi in contatto con gli amici oppure per conoscere nuove persone.

L’aspetto della socializzazione via web, tuttavia, può nascondere delle insidie: dietro il monitor del computer ci potrebbe essere un pedofilo o un ragazzo intenzionato a denigrare o minacciare i nostri figli. Da grande opportunità il social network, se abusato, può infatti rivelarsi molto pericoloso: oltre agli aspetti della cyberpedofilia e del cyberbullismo, da non sottovalutare è la possibilità che il minore si isoli, preferisca rimanere a casa collegato al social network, diffonda i suoi dati personali, visualizzi pagine con contenuti non adatti alla sua età o venga introdotto in cerchie poco affidabili.

Le eventuali problematiche si amplificano di fronte alla mancanza di regolamentazione dell’accesso dei minori ai social network. I bambini possono entrare a far parte del mondo delle community con estrema facilità, senza che gli venga richiesto di garantire sull’età e senza la possibilità per il genitore di esercitare il proprio legittimo controllo.

Radio

La radio, nonostante i pronostici che la davano per spacciata con l’introduzione prima della televisione, poi con l’esplosione dei giornali e infine con l’arrivo di internet, continua a sopravvivere proprio grazie alla possibilità di creare mondi immaginari suggeriti dalla fusione della parola e della musica.

La musica è uno strumento di comunicazione importante e se usata nel modo corretto con i bambini può avere aspetti positivi sullo sviluppo psicofisico dei piccoli. Come anche per tutti gli altri argomenti fin ora trattati ciò che va distinto e tenuto sotto controllo è il tipo di musica cui i minori dovrebbero poter accedere.

I problemi potrebbero insorgere nelle fasi di pre-adolescenza e adolescenza, periodo in cui i ragazzi vogliono sentirsi più liberi e indipendenti dalle figure genitoriali. Non va mai obbligato il minore a non ascoltare un determinato genere di musica, perché si sa il divieto comporta poi la voglia di infrangere le regole, ma va sempre instaurato un rapporto di comunicazione serena in cui affrontare l’argomento

Cinema

Considerato il rapido sviluppo della tecnologia anche nel mondo della cinematografia, fatta eccezione di alcuni cartoni tradizionali, anche un film di animazione può, a volte, non essere adatto ai bambini, nonostante troppo spesso non sia imposto alcun divieto relativo all’età.

Va sottolineato sempre che si parla di tutela e non di censura. Tutelare i ragazzi ed evitare che vedano film che possano turbarli è, infatti, il dovere di ogni buon genitore.

Oltre a salvaguardare la sensibilità dei nostri figli che potrebbero rimanere scossi dopo la visione di una pellicola non adatta alla loro età, da non sottovalutare è l’abuso di film in 3D, che potrebbero nel lungo periodo causare alcuni problemi ai minori.  Infatti, il Ministero della Salute ha posto in essere alcuni dubbi sull’uso degli occhialini con lenti polarizzate: rischi per gli occhi o problemi latenti che possono emergere come lo strabismo oppure disturbi che si innescano quando si usano già occhiali e lenti a contatto. Dopo la visione di tali film possono inoltre verificarsi nausea, vertigini o mal di testa perché con l’occhialino si va ad alterare un meccanismo già preordinato della visione e la conversione in vista tridimensionale richiede l’attivazione nel nostro cervello di vie nuove e questo sforzo, oltre a quello dell’apparato visivo.

Pubblicità

In materia di pubblicità esistono alcune norme riportate all’interno del Codice di autoregolamentazione Tv e Minori, le quali si allineano alle regole redatte per il Codice di autodisciplina pubblicitaria, promosso dall’Istituto competente nel settore pubblicitario. Secondo l’art.4 comma 1 del Codice Tv e Minori:

“Le Imprese televisive si impegnano a controllare i contenuti della pubblicità, dei trailer e dei promo dei programmi, e a non trasmettere pubblicità e autopromozioni che possano ledere l’armonico sviluppo della personalità dei minori o che possano costituire fonte di pericolo fisico o morale per i minori stessi dedicando particolare attenzione alla fascia protetta”

Nello specifico le Imprese televisive firmatarie si impegnano a rispettare le seguenti indicazioni:

Art. 4 comma 2

“I messaggi pubblicitari:

  1. non debbono presentare minori come protagonisti impegnati in atteggiamenti pericolosi (situazioni di violenza, aggressività, autoaggressività, ecc.);
  2. non debbono rappresentare i minori intenti al consumo di alcol, di tabacco o di sostanze stupefacenti, né presentare in modo negativo l’astinenza o la sobrietà dall’alcol, dal tabacco o da sostanze stupefacenti o, al contrario, in modo positivo l’assunzione di alcolici o superalcolici, tabacco o sostanze stupefacenti;
  3. non debbono esortare i minori direttamente o tramite altre persone ad effettuare l’acquisto, abusando della loro naturale credulità ed inesperienza;
  4. non debbono indurre in errore, in particolare, i minori:
    • sulla natura, sulle prestazioni e sulle dimensioni del giocattolo;
    • sul grado di conoscenza e di abilità necessario per utilizzare il giocattolo;
    • sulla descrizione degli accessori inclusi o non inclusi nella confezione;
    • sul prezzo del giocattolo, in particolare modo quando il suo funzionamento comporti l’acquisto di prodotti complementari.

Per quanto riguarda il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria all’articolo 11 viene riportata la norma a tutela dei minori:

“Una cura particolare deve essere posta nei messaggi che si rivolgono ai bambini e agli adolescenti o che possono essere da loro ricevuti. Questi messaggi non devono contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non devono inoltre abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtà.

In particolare questa comunicazione commerciale non deve indurre a:

  • violare norme di comportamento sociale generalmente accettate;
  • compiere azioni o esporsi a situazioni pericolose;
  • ritenere che il mancato possesso del prodotto oggetto della comunicazione significhi inferiorità, oppure mancato assolvimento dei loro compiti da parte dei genitori;
  • sminuire il ruolo dei genitori e di altri educatori nel fornire valide indicazioni dietetiche;
  • adottare l’abitudine a comportamenti alimentari non equilibrati, o trascurare l’esigenza di seguire uno stile di vita sano;
  • sollecitare altre persone all’acquisto del prodotto oggetto della comunicazione.

L’impiego di bambini e adolescenti nella comunicazione deve evitare ogni abuso dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani.”

Sebbene esistano delle norme in materia di pubblicità non sempre i mezzi di comunicazione rispettano le regole riguardanti la messa in onda di pubblicità non adatte ad un pubblico di minori. Compilando il form potrai segnalare le eventuali trasgressioni.

Stampa ed editoria

Gli strumenti di tutela che interessano in maniera omogenea il settore globale dei media si rivelano ad oggi spesso inadeguati, sia a livello di misure limitanti e sanzionatorie, sia nell’ottica di sviluppare un’offerta di qualità e adeguate modalità di fruizione da parte dei minori. Il settore della stampa e dell’editoria non è meno lesivo rispetto agli altri mezzi di comunicazione soprattutto per quanto riguarda la possibile fruizione da parte degli adolescenti: nella fascia d’età 13-17 i ragazzi tendono a focalizzarsi maggiormente su riviste specifiche su determinati temi (auto, moto, sport etc per i ragazzi e moda, hobbie, musica per la ragazze) e sui fumetti. È proprio in questo momento che il genitore deve iniziare a monitorare gli interessi dei propri figli tenendo sotto controllo ciò che questi leggono. Sta al giudizio del genitore controllare sempre quali riviste i ragazzi comprano e leggono al fine di evitare di incappare in magazine che portino poi i suoi fruitori verso direzioni e stili di vita poco salutari e corretti.

Sarebbe opportuno accompagnare i ragazzi alla lettura, promotrice di uno sviluppo sano delle funzioni cognitive dei ragazzi come l’accrescimento delle capacità di scrittura e di memorizzazione; incentivare tutto quello che può far crescere e stimolare la fantasia mantenendo costantemente l’attenzione sulla fascia d’età dei ragazzi.

Link di approfondimento

Inviaci la tua segnalazione