SEGNALACI CASI DI BULLISMO E CYBERBULLISMO: COMPILA ORA IL FORM!

IL TUO CONTRIBUTO È IMPORTANTE PERCHÉ:

La cronaca ci racconta quotidianamente di minori vittime di atti di bullismo, un fenomeno che non può essere ignorato. Le offese verbali, le aggressioni violente, i ricatti, le minacce, le “prese in giro”, i danni alle proprie cose sono ormai atti all’ordine del giorno, soprattutto sui social network e all’interno dell’ambiente scolastico.

C’è molta disinformazione e reticenza riguardo questo argomento, da un lato perché i minori sono spesso restii a parlarne a casa o a scuola, dall’altro perché i casi di bullismo potrebbero essere sottovaluti e scambiati per casi normali di litigi tra compagni e amici.

Noi siamo  pronti a difendere i nostri figli da ogni tipo di abuso, ma abbiamo bisogno del tuo contributo. Vogliamo che le istituzioni e le grandi multinazionali che traggono profitto dalle piattaforme di social networking facciano la loro parte per tutelare i nostri ragazzi.

Se i tuoi figli sono vittime di bullismo e hanno ricevuto minacce a scuola o sul web, compila subito il form!

Che cos’è il bullismo?

Il bullismo è un abuso di potere nei confronti di una persona più debole, diffuso soprattutto in fase adolescenziale, nella quale i ragazzi tendono ad assumere comportamenti aggressivi e continui per prevalere all’interno del gruppo dei pari.

Con il termine “violenza” non si indica solo un tipo di aggressione fisica, ma anche verbale (prese in giro, minacce, insulti) e psicologica (esclusione, maldicenza).

Il luogo in cui si manifestano maggiormente i casi di mobbing minorile è la scuola, punto di ritrovo quotidiano per i ragazzi, ambiente di conoscenza ma anche covo di competizione, invidie o semplice scherno.

La prevenzione del bullismo è possibile promuovendo delle capacità relazionali nel rispetto di sé e degli altri. I veri esperti da consultare sono proprio i ragazzi che vivono in prima persona questo tipo di esperienza e quindi sanno riconoscere le modalità e le caratteristiche del fenomeno.

I giovani, però, vanno affiancati perché, per età e maturità, non possono da soli affrontare tali tematiche; la scuola e la famiglia prima di tutto devono offrire all’adolescente un’adeguata informazione, consigliare una maggiore capacità di osservazione rispetto al bullismo, di modo che sappia superare e affrontare le situazioni di prevaricazione e prepotenza.

Generazione 2.0: che cos’è il cyberbullismo?

Nell’era del modo digitale, bisogna porre attenzione anche ai casi di cyberbullismo: così come ci sono i bulli che usano violenze fisiche o psicologiche nei confronti dei compagni di scuola nella vita reale, nello stesso modo nella vita virtuale può capitare di imbattersi in persone che usano Internet per esercitare la loro prepotenza.

Con il termine cyberbullismo si intende una qualsiasi comunicazione virtuale pubblicata o inviata a un minore avente lo scopo di impaurire, imbarazzare, infastidire o prendere di mira in altro modo un minore.

Il ragazzo leso virtualmente dovrebbe evitare le offese e quindi ignorarle rifiutando qualsiasi tipo di rapporto con il bullo, non offendere per evitare di incoraggiare la prepotenza, non scambiare le proprie informazioni personali (numero di telefono, indirizzo di casa) e, soprattutto, parlare con i propri genitori dell’accaduto. Sapranno loro come difenderli, magari avvertendo l’amministratore del sito e, nel caso di minacce gravi o costanti, anche la Polizia Postale.

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