Un mese di zapping…febbraio 2020!

Quali sono state le trasmissioni in e out del mese di gennaio?

 L’occhio attento dell’Osservatorio Tv del Moige ha seguito la programmazione tv e web individuando tre programmi family friendly e tre non adatti alla famiglia:

TV IN

  • I nostri figli

Genere: Film tv
Rete: Rai 1
In onda: martedì 25 febbraio, ore 21.25

Il tradizionale

Tratto da una storia vera il toccante racconto delle vicende di Roberto e Anna: lui piccolo imprenditore, lei dipendente di un supermercato, due figli, una famiglia unita e solida, si trovano a farsi carico di tra bambini, i figli della cugina siciliana di lui uccisa dal marito. È una terza cugina a chiedere l’aiuto di Roberto, un’assistente sociale che fa il suo mestiere con passione e, preoccupata realmente del bene dei bambini, di fronte all’impossibilità dei nonni di farsene carico, cerca il parente più prossimo che possa loro dare una famiglia e con essa gli affetti che a loro mancano, un padre e una madre e l’opportunità di ritrovare una serenità. Roberto e Anna con uno slancio di amore dicono di sì e il periodo provvisorio di un anno si trasforma in un’adozione, nonostante le difficoltà umane, materiali ed economiche che li travolgono. Ma l’amore è più grande di ogni ostacolo, i tre nipoti sono ormai loro figli.  Una storia che mostra tutto il dramma del femminicidio e dimostra quanto l’amore di un padre e una madre possano essere la miglior via di guarigione di ferite tanto grandi e come la famiglia continui a essere la vera cellula fondante e sanante della società, che, in quanto tale, dovrebbe essere assistita e protetta dallo Stato per poter esprimere al meglio le proprie potenzialità di ricchezza umana e sociale.

 

  • Gortimer Gibbon-La vita a Normal Street

Genere: Serie per ragazzi
Rete: Amazon Prime Video
In onda: on demand

La vita di Gortimer Gibbons a Normal Street non ha nulla di normale. Sotto l’apparente superficie della normalità, a Normal Street c’è un mondo meraviglioso e fantastico, all’interno del quale Gortimer e i suoi amici Mel e Ranger vivono una serie di avventure incredibili. Ad esempio, trovano una gomma in grado di cancellare dalla nostra memoria ricordi o persone sgraditi, inseguono un furgone-biblioteca che vaga alla ricerca di un libro perduto, oppure adoperano una tazza che trasforma le mamme in supereroine. Ben presto, però, Gortimer e gli altri scoprono che c’è sempre un rovescio della medaglia e che ogni “magia” porta con sé un problema da affrontare e superare. Almeno finché non si dovrà affrontare la più bella delle avventure: crescere. I temi principali della serie riguardano le emozioni che può vivere un ragazzo di dieci anni: la solitudine, l’accettazione di sé, i rapporti con i propri coetanei, con i fratelli minori rompiscatole o con i genitori, con i quali però i personaggi dialogano sempre in maniera costruttiva. Ideata da un insegnante, la serie è destinata ai preadolescenti. È un prodotto positivo, intelligente e stimolante. Peccato solo che non sia più rinnovata.

 

  • Parmareggio – Parmigiano Reggiano 30 mesi

Genere: Spot

La famiglia di topolini appassionati di Parmigiano Reggiano continua a far compagnia agli italiani, dodici anni dopo la sua prima apparizione in tv. Lo spot, ambientato all’interno del “Museo del Parmigiano Reggiano”, si apre con il piccolo Enzino che chiede dove nasca il noto formaggio. Da questo momento Emiliano ed Ersilia, i due genitori, cantando sulle note di “Sarà perché ti amo”, tra un passo di danza e l’altro svelano al figlio tutti i segreti e le proprietà del Parmigiano Reggiano. Prodotto in Emilia, 100% naturale, senza conservanti, ricco di calcio e con tante proteine: ancora una volta Parmareggio punta sulla famiglia per spingere bambini e ragazzi ad una corretta, equilibrata e sana alimentazione. Non è infatti un caso che l’unico a cedere alla gola e ad assaggiare, con un’espressione soddisfatta, un pezzettino di formaggio è proprio il più piccolo.
L’intervallo pubblicitario è ben realizzato, facile da seguire e a tratti coinvolgente, complice la decisione di sostituire le scene parlate con una canzoncina orecchiabile. L’attenzione dei telespettatori più piccoli è catturata grazie alla saggia scelta di ricorrere a personaggi animati, simili a quelli dei più noti cartoni animati; decisione ancora più importante, in quanto lo spot veicola l’immagine di una famiglia bella, allegra, vitale e soprattutto unita. Tutto ciò finisce per incidere positivamente su Enzino, che appare un topolino vivace, sveglio, curioso e soprattutto felice.

 

TV OUT

 

  • Grande Fratello Vip

Genere: Reality Show
Rete: Canale 5
In onda: in vari giorni, alle ore 21.25

Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia… o cambia di poco. Sì, perché la conduzione made in Alfonso Signorini, sebbene più incentrata sulle emozioni dei concorrenti che sulle logiche della lite spiccia o provocata, ha reso il reality un vero e proprio “redazionalone del gossip”, in cui le vicissitudini personali degli inquilini vengono di volta in volta strumentalizzate per fare spettacolo (come del resto già accade in altri format dello stesso editore).
In questo grosso contenitore di fatti, dicerie, dichiarazioni, in cui i “vipponi” più che fare un percorso interiore sembrano invece dover sempre affrontare una gogna, più che vivere isolati dall’esterno sembrano doversene costantemente preoccupare, tra tradimenti presunti e confermati, promiscuità dichiarata e sorprese-incursioni preparate a tavolino per fare audience, le più piacevoli tinte di emotività e occasioni per parlare di temi importanti attraverso le esperienze di vita di alcuni (ad esempio la solitudine di Antonella Elia, o la dipendenza da alcool di Fernanda Lessa) vengono invece affrettate e banalizzate in pochi minuti sotto logiche e tempi di scaletta. E gli ascolti ne risentono, restano stabili o calano leggermente rispetto all’edizione precedente.

 

  • A tutto reality – Le origini

Genere: Serie animata
Rete: K2
In onda: in vari giorni e vari orari

Il cartone è uno spin-off dell’omonima serie che, però, ha per protagonisti non adulti impegnati in un reality ma bambini di 4 anni, che si trovano in una sorta di asilo. Alcuni di essi sono la versione “infante” degli stessi personaggi della serie madre e hanno come “educatore” quello Chef Hatchet che in essa aveva il ruolo di conduttore del reality e veniva definito “il tritacarne”; qui impersona un improbabile e strampalato maestro con dubbie capacità pedagogiche.
I bambini, in questa struttura che dovrebbe rappresentare un asilo, con spazi anche esterni, sono spesso abbandonati a sé stessi, senza un controllo attento e, quindi, in grado di organizzare da soli qualsiasi impresa, anche fantasiosa, di solito pericolosa, che venga loro in mente. Il maestro dovrebbe riprenderli e guidarli, ma non è mai capace di agire in maniera significativa: ha le sue paure, le sue fissazioni, momenti di rabbia che a volte sono i bimbi stessi a contenere, guidare e correggere. Si tenta timidamente di trasmettere qualche messaggio positivo, ma si tratta di concetti molto banalizzati, confusi, a volte ridicolizzati, tanto da non sortire alcuna efficacia.
Il cartone è divertente, con battute e scene surreali, ma poco chiaro rispetto ad azioni che, se imitate, rischiano di fornire modelli sbagliati sui comportamenti, a volte di prevaricazione, a volte pericolosi. Per tali ragioni, si sconsiglia la visione ai bimbi più piccoli.

 

  • Morellato – Campagna Fw 2019

Genere: Spot

In una stanza da letto riccamente arredata, una splendida donna vestita solo di asciugamano e gioielli, si muove ammiccando maliziosamente e beandosi in maniera molto frivola dei preziosi indossati. Con la stessa frivolezza inizia a cercare l’abito giusto per la sera, buttando per aria i vestiti dall’armadio. All’improvviso, si ritrova davanti il suo uomo che, con aria molto sicura di sé, le mostra un anello: lei resta letteralmente a bocca aperta e, alzando le braccia, lascia cadere l’asciugamano.
Nella sua essenzialità, lo spot potrebbe voler raccontare un momento di gioia di una donna che si sta preparando a un’uscita importante col suo innamorato, e che si ritrova di fronte al momento in cui lui le dà l’anello, simbolo di un impegno d’amore. In realtà la scena manca completamente di romanticismo, di gesti che denotino un rapporto amoroso, risultando totalmente materiale. Lei appare il solito stereotipo stantio femminile della donna attaccata ai gioielli e all’esteriorità, che si emoziona di più di fronte a un oggetto di valore che davanti a una persona e a ciò che l’anello dovrebbe significare. Lui peraltro sembra saper bene come conquistare la sua donna: lo dimostra nell’atteggiamento, freddo e spavaldo nei modi, al momento della consegna dell’anello.
Stando a questo spot, il marchio parrebbe puntare più sul valore materiale di un gioiello che sul significato che esso può avere, mostrando un modello di donna però insopportabile per un pubblico femminile.

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