La dipendenza non fa rumore.

Nei minori, la dipendenza dai social toglie sonno, attenzione, relazioni. Li allontana dalla scuola, dagli affetti, da una crescita equilibrata.

Uniti possiamo tutelare i minori. Agisci ora.

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Chiedi al Parlamento e al Governo una legge a tutela dei minori dai danni dei social.

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Difendiamo i nostri figli
dai social con la forza della legge

Difendiamo i nostri figli dai social con la forza della legge

I social media possono creare dipendenza nei minori, influenzando il loro benessere, la loro salute mentale e il loro sviluppo. Per questo il MOIGE ha promosso la prima class action italiana contro Meta e TikTok.

Il problema non è lo schermo.
È quello che succede prima che ce ne accorgiamo.

Nei bambini e negli adolescenti, l’uso dei social media non è neutro. Gli algoritmi sono progettati per trattenere l’attenzione, spingere a restare connessi, ripetere comportamenti, creare abitudine.

Nei più giovani, questo può trasformarsi in dipendenza, isolamento e disagio emotivo.
Spesso senza segnali evidenti, finché il problema è già iniziato.

Utenti minorenni per Instagram

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Utenti minorenni per Facebook

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Utenti minorenni per TikTok

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Utenze totali dei minorenni

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Un’azione legale senza precedenti in Italia

Il MOIGE, insieme a un primo gruppo di genitori e allo Studio legale Ambrosio & Commodo, ha avviato la prima class action inibitoria contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok.

Un’azione legale innovativa che chiede al Tribunale di Milano di fermare pratiche ritenute dannose e illegali per bambini e adolescenti.

La nostra richiesta

Con questa azione chiediamo al Governo e al Parlamento una legge a tutela dei minori affinché le piattaforme social:

  • Verifichino davvero l’età e impediscano l’accesso ai social ai minori di 16 anni.
  • Fermino i meccanismi che creano dipendenza, come algoritmi manipolativi e scroll infinito, progettati per trattenere l’attenzione dei più giovani.
  • Informino in modo chiaro e corretto sui rischi legati all’uso eccessivo e inconsapevole dei social media.

In altri Paesi, la tutela dei minori online è già una priorità concreta. In Australia, il governo ha recentemente introdotto limitazioni e divieti sull’uso dei social media per i minori, riconoscendo l’impatto negativo che alcune piattaforme possono avere sul benessere psicologico dei più giovani.

In diversi Paesi europei, sono in corso iniziative legislative e regolamentari per rafforzare la verifica dell’età; limitare i meccanismi che favoriscono la dipendenza, aumentare la responsabilità delle piattaforme digitali. L’Italia non può restare indietro quando si tratta di proteggere bambini e adolescenti.

La scienza lo conferma

Numerosi studi scientifici dimostrano che il cervello di bambini e adolescenti è ancora in fase di sviluppo. La corteccia prefrontale, responsabile del controllo e del giudizio, matura completamente solo in età adulta.

Un’eccessiva esposizione ai social media può alterare i meccanismi della dopamina, influenzando il benessere emotivo e aumentando il rischio di: disturbi del sonno; isolamento sociale; calo del rendimento scolastico; depressione e disagio emotivo.

Studi recenti, tra cui una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics (giugno 2025), evidenziano possibili effetti duraturi sullo sviluppo cerebrale.

Da soli è difficile.

Insieme possiamo proteggere i nostri figli.

La legge consente ai cittadini di unirsi per chiedere la cessazione di pratiche dannose che colpiscono una pluralità di persone.
Partecipare a questa azione significa:

  • sostenere una richiesta di regole più forti
  • dare voce ai genitori
  • proteggere i minori oggi e in futuro

L’urgenza di un intervento concreto è sotto gli occhi di tutti. Non è una battaglia contro la tecnologia. È una richiesta di maggiore responsabilità e tutela per i nostri figli.

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