Cosa si può fare

I comportamenti stereotipati possono essere ridotti perché lo sport può rappresentare un mezzo più adeguato per la percezione degli stimoli esterni, eliminando dunque il bisogno di un’anomala ricerca autoindotta.

In relazione all’attività sportiva si evidenzia anche il beneficio di distanziare il bambino da una routine ristretta e proporre ambienti e situazioni nuove e stimolanti.

I bambini con autismo hanno il bisogno di creare amicizie e relazioni, ed è per questo che un maggior numero di interazioni con coetanei a sviluppo neurotipico porta ad una maggiore iniziazione sociale. Si tratta di un aspetto importante perché i progressi sociali ottenuti grazie all’attività inclusiva vengono mantenuti nel tempo. Inoltre, attraverso l’inclusione viene promosso un nuovo tipo di comunicazione nel quale il bambino con autismo deve inserirsi.
Bisogna tuttavia considerare che in un ambiente inclusivo occorre un sostegno adeguato per il bambino, altrimenti l’esperienza rischia di fallire e di creare ulteriore frustrazione e stress. Risulta fondamentale un accompagnamento idoneo da parte di un allenatore o supervisore. Una maggiore socialità può aumentare l’autostima, la confidenza nelle proprie capacità e la sicurezza in un determinato contesto.

Quali regole utilizzare?

1. Pazienza. I bambini hanno bisogno di avere un’anticipazione delle attività che andranno a svolgere.
2. Affetto e dolcezza. Niente urla e strattonamenti
3. Utilizzo di rinforzi per premiare l’esecuzione di un’attività. Tali rinforzi sono per lo più di tipo fisico-affettivo (un abbraccio, essere presi in braccio)

Attraverso un’attività sportiva inclusiva con bambini a sviluppo neurotipico si possono osservare diverse forme di apprendimento: esplicita, basata sulla memorizzazione; inconscia, permessa grazie ad un’intensa ripetizione di un’azione; per imitazione, particolarmente utile nel contesto dell’ autismo. E’ stato infatti riferito come il bambino con autismo imiti oltre il comportamento degli altri membri del gruppo anche la gestualità e aspetti legati all’empatia. Si tratta di un punto fondamentale che permette di comprendere meglio come attività di tipo inclusivo promuovono l’apprendimento a diversi livelli favorendo un miglioramento globale dei deficit tipici dell’autismo. I benefici dell’inclusione durante pratiche sportive infatti, si ripercuotono positivamente su diversi sintomi dell’autismo.

Attività svolte in ambienti naturali, ad esempio scolastici, comunitari ma anche sportivi, hanno dimostrato effetti positivi in numerosi programmi e studi: l’inclusione favorisce le relazioni interpersonali, l’aiuto e la stima reciproca, la disciplina, l’amicizia, la tenacia, il senso di appartenenza ad una squadra o a un gruppo, la capacità di condividere.

Sono stati osservati miglioramenti in diversi ambiti di sviluppo, tra i quali la capacità di chiedere aiuto nei momenti di maggiore stress o disagio abbandonando comportamenti inappropriati legati ad un deficit comunicativo, la tolleranza agli imprevisti e ai cambiamenti di programma, la capacità di scegliere e di sostenere una breve conversazione didattica con i compagni.

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