Approfondimenti

SUPERIAMO IL VECCHIO CONCETTO DI DISABILITA’

Il modello individuale o medico è basato sul concetto di disabilità inteso come divergenza rispetto ad una normalità fisica. In questa prospettiva, la disabilità è una condizione biologica intrinseca all’individuo che riduce la sua qualità di vita e la sua partecipazione alla società, rispetto ad un funzionamento umano “nella norma”.

Invece, il modello sociale è basato su un paradigma molto diverso. Rifiuta decisamente l’idea di limite alla salute come menomazione e pensa la persona come “persona con disabilità”. Questa visione tende a concentrarsi sulle barriere che esistono all’interno del contesto sociale, impedendo ad una persona di raggiungere lo stesso livello di funzionamento di una persona che non abbia una menomazione. In questa prospettiva è la società che deve essere ridisegnata affinché prenda in considerazione i bisogni delle persone con disabilità.

Lente d’ingrandimento: Uno sguardo sull’autismo

Comunicazione e comprensione: la comunicazione verbale può risultare limitata o talvolta assente del tutto. Anche il grado di comprensione può essere compromesso: capita infatti che alcuni modi di dire o di fare non vengano compresi, provocando un sentimento di esclusione.Le abilità di comprendere “quello che sta per succedere” possono essere compromesse al punto che in alcuni contesti può risultare un problema percepire una situazione di pericolo, per esempio in caso di incendio.

L’interazione sociale: capire, percepire, interpretare e contestualizzare le relazioni sociali è un problema. Ma anche le grosse difficoltà nel riconoscere e comprendere le emozioni di altre persone e di darne un senso sono un problema determinante nel creare relazioni, impaccio che si somma alle difficoltà d’espressione dei propri sentimenti.
Lo sviluppo socioaffettivo può risultare deficitario nel bambino con autismo.
Le difficoltà relazionali possono provocare comportamenti inadeguati al contesto suscitando reazioni negative alle quali il bambino non sa attribuire un senso.
Le interazioni sociali sono però anche influenzate dalle difficoltà al contatto visivo, al condividere e aspettare il proprio turno, all’attenzione condivisa, al fare conversazione oppure creare nuove amicizie.

Deficit comportamentali: le persone con autismo sono in genere molto legate ad una propria routine e si oppongono a eventuali cambiamenti. La confusione indotta dall’ambiente circostante provoca il mantenimento di una costanza in diverse azioni e attività della vita quotidiana, come ad esempio nel mangiare, nel percorrere un tragitto, nel giocare o nello sviluppo di particolari interessi. Questi comportamenti aiutano la persona con autismo nel restare orientata e sicura di sé.

Particolarità sensoriali: nello sviluppo del bambino con autismo si possono osservare una serie di difficoltà nell’ attivarsi fisicamente ed emotivamente di fronte ad uno stimolo. Questi limiti persistono e possono contribuire a loro volta a sviluppare un comportamento fisico ripetitivo e stereotipato, non funzionale, dovuto ad una percezione alterata degli stimoli. Ci può essere ipersensibilità o iposensibilità di tipo acustico, olfattivo o tattile. Un eccesso di stimoli può causare sensazioni di ansia e al contrario, la mancanza di tali percezioni può provocare un’anomala reazione compensatoria di ricerca dello stimolo di tipo visivo, propriocettivo e vestibolare. L’ambiente circostante ha sicuramente un forte influsso su questi comportamenti stereotipati.

Deficit motori: i limiti motori sono numerosi e di diverso tipo, esistono già nelle fasi più precoci dello sviluppo ed infatti possono essere osservati ancor prima delle problematiche sociali. I deficit motori sono legati sia alla motricità grossolana che a quella fine. Generalmente può presentarsi una minor forza del tronco e delle difficoltà nella coordinazione dinamica. Ogni tanto possono subentrare difficoltà anche nella coordinazione occhio-mano.

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