Approfondimenti

Il progetto sta coinvolgendo 500 plessi scolastici di Scuole Primarie sul territorio nazionale, 150.000 studenti, 1.000 docenti, 300.000 genitori e 53.192 genitori e nonni informati tramite DEM su tutto il DB MOIGE.
Le classi aderenti stanno seguendo una formazione didattica divertente e costruttiva sulla conoscenza dei vari passaggi che attraversano il prodotto dalla sua progettazione sino al suo utilizzo e alla sua successiva trasformazione.

Rici e Clò, amano l’ambiente e vi forniscono, attraverso il materiale didattico,  una serie di utilissimi dati e informazioni in merito ai materiali.

L’intero ciclo di vita di un prodotto supera il periodo commerciale perché copre anche
ciò che avviene prima che sia commercializzato, ciò che avviene dopo che è stato acquistato e ciò che avviene quando il prodotto abbia finito di esplicare il suo compito e diventi un rifiuto da recuperare. Ecco quindi che per apprezzare l’intero
ciclo di vita di un prodotto si deve considerare la sua progettazione e la sua produzione – dalle materie prime che lo costituiscono ai processi per lavorarle. Una  materia prima diventa momentaneamente un prodotto per ritornare materia prima e diventare nuovamente prodotto. Quante più volte il ciclo si ripeta meglio sarà.
Di altrettanta importanza il packaging, anch’esso con un proprio ciclo di vita e di estrema importanza inquanto  oltrechè essenziale determina il successo di vendita del prodotto: in pochi secondi deve convincere gli acquirenti ad acquistare quel prodotto! ce ne sono di tre tipologie: Packaging primario, quello a contatto diretto con il bene, Packaging secondario che tiene insieme più prodotti della stessa specie e Packaging terziario, quello destinato a trasportare le merci in sicurezza.

Ci sono alcune regole fondamentali:

  • è importante utilizzare il prodotto  e non buttarlo senza averlo consumato
  • non considerare il packaging di una merce consumata come un rifiuto ma come una risorsa
  • effettuare la raccolta differenziata
  • è nostro dovere non inquinare: chi inquina paga

Lo sapevate che i vari materiali che vengono riciclati si trasformano in…:

  • la pedana di legno in un mobile
  • la bottiglia di plastica in maglieria – pail
  • la lattina di alluminio in un telaio di bicicletta
  • il barattolo di acciaio in macchinetta per il caffè
  • il vasetto di vetro in bottiglia

Conoscete la  gerarchia delle quattro erre per la gestione dei rifiuti?:

  • ridurre gli sprechi
  • reimpiegare gli imballaggi
  • riciclare i rifiuti dell’imballaggio per trasformarli in materie nuove
  • recuperare i rifiuti dell’imballaggio anche per produrre energia

Ricordate che…:

la discarica rappresenta la soluzione di smaltimento dei rifiuti peggiore per l’ambiente e significa anche uno spreco di risorse che, se valorizzate, possono essere preziose.

Sapete cos’è il Sistema CONAI?:

è un sistema di consorzi no profit che associano le aziende che producono e importano gli imballaggi necessari a fabbricarli, le industrie che li utilizzano per contenere e proteggere i loro prodotti e i distributori e commercianti che vendono quei prodotti.
Per fare da cabina di regia di questo sistema è stato creato il Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, di diritto privato, ma retto da uno statuto approvato dai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Come bracci operativi,  ci sono sei Consorzi di filiera, uno per ogni materiale utilizzato negli imballaggi: Cna per l’acciaio, Cial per l’alluminio, Comieco per la carta, Rilegno per il legno, Corepla per plastica, Coreve per il vetro.
Al sistema Conai oggi partecipa più di un milione di imprese. In poco più di tre lustri, dal 1998 al 2015, grazie al sistema Conai la quota di rifiuti di imballaggio conferita nelle discariche è passata da oltre due terzi a meno di un quarto.

Ecco il mini vocabolario di Rici e Clò:

RACCOLTA DIFFERENZIATA
È l’azione di separazione per materiale dei (rifiuti) o meglio delle risorse. Grazie alla separazione per materiale, i (rifiuti) o meglio le risorse vanno al recupero.
RECUPERO DEI PACKAGING RACCOLTI IN MODO DIFFERENZIATO
È l’insieme dei processi industriali che permette di recuperare i materiali per nuovi utilizzi o di recuperare almeno in parte l’energia in essi contenuta o di trasformare in terriccio i materiali idonei a questo scopo.
RICICLO DEI MATERIALI
Tra le possibili forme di recupero, è quella che offre i maggiori vantaggi per l’Ambiente.
SMALTIMENTO
L’insieme delle operazioni che permettono, in un tempo più o meno lungo, di eliminare i rifiuti, anche quelli di packaging.
ECODESIGN
È il primo strumento concettuale con il quale mettere in pratica “L’Environmental Life Cycle Thinking”. Esso considera gli aspetti ambientali dell’intero ciclo di vita di un prodotto/servizio in ottica integrata rispetto alle altre variabili di progetto,
a partire dall’estrazione delle materie prime necessarie alla sua produzione, durante la fase di utilizzo per arrivare alla destinazione finale al termine della vita utile. Per rafforzare questo principio, l’Ecodesign viene spesso interpretato come “Life Cycle Design”. Lo scopo dell’Ecodesign è quello di indirizzare le scelte già nelle fasi embrionali del progetto verso la
minimizzazione del consumo di materiali e di energia in ingresso al sistema analizzato, l’eliminazione di sostanze tossiche e nocive, l’ottimizzazione della vita utile dei prodotti attraverso una facile aggiornabilità e manutenzione, fino all’istruzione del
disassemblaggio per una gestione efficace del fine vita.
ENVIRONMENTAL LIFE CYCLE THINKING
È l’approccio che assegna alla sfera progettuale il ruolo determinante di pensare e sviluppare prodotti ecocompatibili.
FRUITORE O CONSUMATORE
Colui che acquista il prodotto imballato (o confezionato) per poterne fruire.
INDICATORI AMBIENTALI
Sono gli indicatori attraverso i quali si esprime il risultato del Life Cycle Assessment (LCA). Gli indicatori oggi comunemente
considerati sono il consumo di energia (Gross Energy Requirement) e il Global Warming Potential (espresso in termini di CO2 equivalente).
Non sono tuttavia da tralasciare altri aspetti più peculiari come i consumi d’acqua, di risorse rinnovabili e non, il contenuto di materiali riciclati, ed anche la reale riciclabilità a fine vita.
LIFE CYCLE ASSESSMENT (LCA)
È un procedimento oggettivo di valutazione dei carichi energetici e ambientali relativi al sistema analizzato, effettuato attraverso l’identificazione delle risorse energetiche, dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente. La metodologia LCA
trova le sue origini negli anni ’70 come sviluppo dell’analisi energetica.
Attualmente, le norme ISO 14040 e 14044 rappresentano lo standard internazionale a cui ogni analista fa riferimento per sviluppare e, eventualmente far verificare ogni studi LCA.

Rici e Clò sanno fare bene la raccolta differenziata. Ecco i loro consigli:

1) Guardare con mamma e papà quali sono le regole della raccolta differenziata stabilite dal Comune incui vivi
2) Capire come funziona a casa tua il ciclo di vita di un packaging dopo che hai utilizzato il suo contenuto
3) Capire come funziona a scuola il ciclo di vita di un packaging dopo che hai utilizzato il suo contenuto
4) Ogni tanto indagare se tutti in famiglia stiano facendo bene
5) Rifare le prime 4 operazioni a casa dei nonni o degli zii se abitano in un Comune diverso dal tuo
6) Quando sarai più grande, guardare se il tuo Comune raccoglie una quantità sempre maggiore di materiali in modo differenziato. E guardare se la struttura che deve garantire i risultati di riciclo dei materiali migliori la sua attività nel tempo

 

La scuola vincitrice della prima edizione del progetto:

Istituto Comprensivo “Via Sidoli” di Torino

La classe III A è stata considerata tra le migliori nell’ambito dell’iniziativa.

In data 9 novembre 2017 è stata regalata alla classe una visita presso lo Stabilimento L’Oreal Italia a emissione zero, sito a Settimo Torinese.

 

 

Questo contenuto è parte integrante del progetto:

Grazie a te potremo assicurargli protezione e sostegno con le nostre task force specializzate.

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