Tour contro il cyberbullismo: Diario di bordo dall’Istituto Majorana

“È stato entusiasmante costruire insieme l’intervento parlando direttamente con i ragazzi, traducendo e diffondendo il pensiero di ciascuno all’intera platea.”

 

 

La nostra psicologa racconta le sue emozioni al termine della giornata di incontro con i ragazzi e i genitori.

 

“Il viaggio inizia molto tempo prima della partenza del centro mobile. Quel viaggio inizia nel momento dell’incarico ricevuto, nel momento in cui la consapevolezza ci ha palesato in quale territorio particolare ci stavamo per dirigere. Un territorio, ricco di ambivalenze, storico-culturali ed emotive; un territorio testimone, solo poco tempo prima, di un terribile atto violento ai danni di una professoressa, che aveva sconvolto e sgomentato una intera comunità. Le emozioni, sin da subito, hanno guidato il pensiero. Il viaggio, quello fisico, ha avuto inizio prima dell’alba del 22 Marzo, alle 4:15, quando sono partita da Carpineto Romano, sebbene ancora insonnolita, con un obiettivo chiaro e importante e con una forte motivazione. Abbiamo prelevato il centro mobile e alle 6:00 abbiamo iniziato il nostro viaggio. È stata per me la prima volta alla guida del centro mobile le sensazioni e le emozioni prevalenti all’inizio sono state rivolte alle diverse paure e incertezze che si possono incontrare in una situazione di quel tipo. Sono bastati pochi minuti per dimenticarle e assumere quella postura e quello stato mentale di chi ha una missione in cui crede da portare a termine.

All’arrivo a Santa Maria a Vico, siamo state accolte con cortesia e partecipazione uniche. Abbiamo avuto diversi momenti di confronto con la docente coordinatrice, con la Preside e con altri docenti; momenti che hanno arricchito certamente la nostra esperienza. Avevano predisposto due incontri di formazione consecutivi con due gruppi classe differenti: il primo gruppo accoglieva le classi del biennio, il secondo quelle del triennio. Ci siamo trovate di fronte una platea molto numerosa che ci ha motivato moltissimo. L’attività di formazione è avvenuta in maniera interattiva. È stato entusiasmante costruire insieme l’intervento parlando direttamente con molti di loro, traducendo e diffondendo il pensiero di ciascuno all’intera platea.

 

Al termine mi sentivo piuttosto contaminata. Sì, esattamente. Piacevolmente contaminata dalle loro emozioni, da ciò che mi avevano rimandato, dai loro pensieri. Nel pomeriggio l’incontro con i genitori è stato molto intenso. Grazie ad un papà particolarmente propenso al confronto e alla condivisione delle sue perplessità, abbiamo potuto rispondere ad esigenze specifiche e personalizzate. Nonostante la stanchezza alle 18:00 si facesse sentire eravamo pienamente soddisfatte e pronte a portare a casa un buon risultato, personale e professionale.”

 

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