Cosa si può fare

Informarsi è il primo passo che un genitore può fare per indirizzare i figli verso la prevenzione e un futuro di salute, è un passo importante per proteggere se stessi. Per questo il Moige ha coinvolto, con questa campagna, il numero più ampio possibile di donne, per far conoscere i fattori di rischio e le opportunità di prevenzione del tumore al collo dell utero.

Le madri in particolare sono state l’obiettivo della comunicazione poiché le statistiche dimostrano che in circa l’80% delle famiglie sono loro a tenere i contatti con il medico e fissare gli appuntamenti per la prevenzione.

Prevenzione vaccinale

Il vaccino

Attualmente sono in commercio due tipi di vaccini contro l’HPV. Il primo vaccino a essere stato commercializzato è un quadrivalente e protegge dai 4 tipi di HPV responsabili dei 2/3 delle patologie genitali da Papillomavirus ed è indicato per prevenire:

– il cancro del collo dell’utero

– il precancro della vulva

– il precancro della vagina

– i condilomi genitali.

Il vaccino quadrivalente si somministra attraverso 3 dosi, da effettuare al tempo 0 e dopo 2 e 6 mesi dalla prima dose. Lo schema posologico è comunque flessibile, l’importante è effettuare le 3 dosi nell’arco di un anno.

Il secondo vaccino commercializzato in Italia è un bivalente ed indicato per prevenire il cancro del collo dell’utero Anche questo vaccino si somministra attraverso 3 dosi da effettuare al tempo 0 e dopo 1 e 6 mesi dalla prima dose. I vaccini, non sono terapeutici, cioè non curano un’eventuale lesione o infezione in corso.

La normativa

I vaccini sono stati sperimentati a partire dai 9 anni di età. La FDA (Food & Drug Administration) americana ha autorizzato la somministrazione del prodotto alla popolazione di età compresa tra i 9 e i 26 anni. La vaccinazione prima dell’inizio dei rapporti sessuali è particolarmente vantaggiosa perché induce un’efficace protezione prima di un eventuale contagio da HPV.

Chi può vaccinarsi e come

Il vaccino è indicato nei bambini e adolescenti (entrambi i sessi) di età compresa tra 9 e 15 anni e nelle giovani donne di età compresa tra 16 e 26 anni. Il vaccino nel nostro paese è fortemente consigliato, ma non obbligatorio, per tutte le donne di età compresa tra i 12 e i 25 anni. In particolare, le ragazze di 12 anni hanno ricevuto o riceveranno a seconda delle regioni e delle ASL l’invito alla vaccinazione gratuita. Le donne che hanno un’età compresa tra i 13 e i 25 anni per il momento potranno ricorrere alla vaccinazione individuale: il vaccino può essere acquistato in farmacia a proprie spese o nelle ASL a prezzo ridotto.        Il vaccino non è terapeutico, quindi chi non è mai stato esposto al virus otterrà il massimo vantaggio dalla vaccinazione. In molti Stati è eseguita la vaccinazione di recupero – il cosiddetto “catch up” – per le donne di età compresa tra 13 e 26 anni che non hanno ancora eseguito il vaccino: infatti, benché si abbia una notevole circolazione virale negli anni successivi all’inizio dell’attività sessuale, è altamente improbabile che entro i 26 anni le donne abbiano incontrato tutti e 4 i tipi prevenuti dal vaccino.

La campagna di vaccinazione gratuita

La Sanità italiana ha lanciato la campagna di vaccinazione e da gennaio del 2008 i genitori delle bambine nate nel 1997, riceveranno da parte del Ministero della Salute l’invito alla vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), per tutte le altre ragazze il vaccino sarà disponibile a pagamento ad un costo contenuto presso i centri vaccinazione delle ASL. Per qualsiasi chiarimento è utile rivolgersi al Servizio vaccinazioni della propria ASL.

L’efficacia nelle donne già esposte al virus

Le donne non sono protette dal vaccino se hanno già contratto prima della vaccinazione l’infezione di un tipo di HPV per i quali il vaccino è stato preparato. Quanto sopra ribadisce l’importanza della vaccinazione prima della potenziale esposizione al virus, ovvero del primo rapporto sessuale di una donna. Il vaccino può comunque essere ancora utile in donne che hanno avuto l’infezione di un tipo virale, per proteggerle dagli altri presenti nel vaccino. Va sempre ricordato inoltre come, dal momento che la vaccinazione non previene la totalità delle infezioni da Hpv ad alto rischio, anche dopo la vaccinazione sarà necessario proseguire con le attività di screening organizzato (pap test).

 

Questo contenuto è parte integrante del progetto:

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