Cyberbullismo: web sicuro con le “Apette” dell’Alveare di S. Rita

Venerdì 15 maggio, l’Alveare di Santa Rita in prima linea sull’uso sicuro del web.

Pericolo cyberbullismo, 1 minore su 3 fa nuove conoscenze online e accetta amicizie da estranei. 1 su 5 incontra questi sconosciuti offline. 4 genitori su 10 non danno limiti all’uso del web; 1 su 4 è all’oscuro delle attività dei figli connessi. 

Le “Apette” dell’Alveare di Santa Rita

 a lezione di web sicuro

Grande attesa per il prossimo appuntamento di “Per un web sicuro”, la campagna che si propone di informare le famiglie sull’uso responsabile della rete. Domani, venerdì 15 maggio, presso l’Auditorium Santa Chiara di Cascia (Perugia), in via Santa Chiara, le “Apette” dell’Alveare di Santa Rita – ovvero le ragazze provenienti da famiglie in disagio, ospiti della casa d’accoglienza del Monastero Santa Rita da Cascia – insieme agli studenti dell’ Istituto Omnicomprensivo Statale “Beato Simone Fidati di Cascia incontreranno, dalle 10:00 alle 13:00, un team di esperti, che li guiderà nella conoscenza dei pericoli del web e fornirà loro utili consigli per navigare in sicurezza.

La quarta edizione dell’iniziativa, promossa da Moige e Polizia Postale e della Comunicazioniin collaborazione con Trend Micro, Google, Hp, Vodafone e Cisco, si arricchisce così della prestigiosa partecipazione della Fondazione Santa Rita da Cascia onlus, da sempre impegnata nell’accoglienza di giovani bisognosi d’aiuto.

 

I DATI

Stando ai dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, nel 2014 i reati di cyberbullismo che hanno come vittime i minori sono 345. I più colpiti sono i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni con 238 casi. Gli illeciti più diffusi sono il furto di identità sui Social Network che comprende 1/3 delle vittime totali (114 casi), seguiti dalla diffamazione online (82) e dalle ingiurie via e-mail (41).

L’indagine “La dieta mediatica dei nostri figli”[1] evidenzia un uso costante, ma non sempre consapevole uso della rete da parte dei minori. Navigano abitualmente 9 ragazzi su 10 e un quinto di loro afferma di restare connesso per più di 3 ore al giorno. Tra coloro che dispongono di un computer a casa il 32% ha una postazione per connettersi dalla propria stanza; un’abitudine maggiormente diffusa tra i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni (39%).

6 intervistati su 10 dichiarano, inoltre, di utilizzare Internet da soli.

Le motivazioni che spingono i giovani a connettersi sono tutt’altro che didattiche: si connette per studiare solo 1 ragazzo su 7, a fronte del 24% dei giovani internauti che chatta, del 22% che scarica e ascolta musica, del 18% che gioca o guarda immagini. La “socializzazione” resta, dunque, il motore principale che spinge all’uso del web, come dimostra la percentuale significativa (30%) di coloro che affermano di intraprendere “sempre” o “spesso” nuove amicizie in rete.

A questa situazione, contribuisce il controllo piuttosto blando da parte dei genitori. 4 su 10 non danno alcun limite di tempo alla connessione dei figli mentre nel 23% dei casi, lo fanno “raramente”. Altrettanto significativa è la percentuale dei genitori che hanno scarsa cognizione delle attività online del figlio: 1 su 4 infatti conosce “poco” o “per niente” che cosa facciano i figli connessi.

Un altro fattore di rischio piuttosto diffuso tra i giovani che si connettono a Internet riguarda l’uso di identità fittizie. 1 ragazzo su 3 afferma di non utilizzare mai la propria identità in rete o di farlo raramente; un dato in linea con il 37% di coloro che confermano di aver fatto amicizia con perfetti sconosciuti.

Ancor più preoccupante è quel 19% che confessa di aver incontrato nella vita offline le persone conosciute sul web e quel 13% di ragazzi tra i 14 e i 20 anni che si sono esposti al fenomeno del sexting (dall’inglese “sex” – sesso – e “texting” – invio di messaggi virtuali) dando il proprio numero di cellulare a estranei conosciuti in chat. 1 studente su 4 dichiara di aver ricevuto contenuti a sfondo sessuale (tendenza più che raddoppiata rispetto al 2011).

6 ragazzi su 10 sottostimano la reale gravità della situazione affermando senza problemi di essersi divertiti nel ricevere o inviare foto o video “hot”. 6 adolescenti su 10, appartenenti alla classe d’età 14-20, almeno una volta hanno utilizzato foto o video per prendere in giro qualcuno (1 su 5 dichiara di farlo spesso).

 

L’ALVEARE DI SANTA RITA

L’Alveare di Santa Rita è la casa d’accoglienza del Monastero Santa Rita che ospita bambine e ragazze provenienti da famiglie con problemi sociali ed economici. Le giovani che abitano nella struttura, affettuosamente chiamate dalle monache “Apette”, ricevono aiuto nello studio, assistenza sanitaria e psicologica, l’adeguato nutrimento e una casa piena d’amore. Promossa dal Monastero Santa Rita da Cascia, la Fondazione Santa Rita da Cascia onlus nasce nel 2012 per sostenere i progetti di solidarietà che il Monastero Santa Rita porta avanti da sempre, primo fra tutti: l’Alveare di Santa Rita. La Fondazione promuove la campagna del Moige “Per un web sicuro”, per un concreto impegno rivolto all’interno, a favore delle Apette e dei Millefiori, e all’esterno, a salvaguardia di tutti i minori.

 

LE DICHIARAZIONI

Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”. “Questa iniziativa ne è un esempio tangibile per far vivere la rete internet come una grande opportunità e non un pericolo per i nostri figli “ ha dichiarato Roberto Sgalla – Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato.

 

“Nella casa d’accoglienza dell’Alveare di Santa Rita, da 77 anni, ci prendiamo cura delle Apette, bambine e ragazze provenienti da famiglia che vivono in disagio. Nel 2015, questo si traduce anche in un’attenzione al rapporto che le nostre giovani hanno con il web, che offre innumerevoli nuove opportunità di conoscenza e comunicazione ma, come rovescio della medaglia, anche diversi pericoli”, le parole di Violanda Lleshaj, direttrice dell’Alveare di Santa Rita.

 

“Sognare è un dono che appartiene a tutti i bambini. Pur essendo contemplative, anche noi monache abbiamo il dovere di creare le condizioni per cui le nostre Apette possano coltivare quei piccoli, grandi sogni che le aiuteranno a crescere serenamente. Così da consentire loro di continuare a sognare, senza che nessuno possa ostacolare o negare questo diritto. Ecco perché la Fondazione Santa Rita da Cascia onlus, di cui sono presidente, ha aderito con convinzione al progetto “Per un web sicuro” del Moige – Movimento Italiano Genitori” ha dichiarato Suor Maria Natalina Todeschini, Badessa del Monastero Santa Rita e presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia onlus.

 

La tutela dei minori online è un atto di responsabilità collettiva che dev’essere condivisa da genitori, istituzioni e operatori. La lotta al cyberbullismo e all’adescamento virtuale non può prescindere dalla sinergia di queste forze e dall’educazione ad un uso consapevole della rete. Abbiamo il dovere come genitori, di stare accanto ai nostri figli nella vita online proprio come facciamo offline”. Così Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale Moige – movimento genitori.

 

Come mamma so quanto sia importante e difficile proteggere i nostri figli dai pericoli del web. Internet è una grande opportunità e non deve fare paura, ma va utilizzato in modo responsabile. Ai genitori dico di impegnarsi a colmare il digital divide per non restare indietro, ma accanto ai propri figli anche sulla rete”. Così Milly Carlucci, madrina dell’iniziativa.

 

LA CAMPAGNA

La quarta edizione di “Per un web sicuro” interesserà 70 scuole medie in 15 regioni d’Italia. L’iniziativa coinvolgerà quest’anno circa 23.000 studenti e 50.000 tra docenti, genitori e nonni, a cui si aggiungono le oltre 30.000 famiglie che parteciperanno attraverso i coordinamenti territoriali del Moige. Durante la formazione, ciascun docente ha preso confidenza con le nozioni sull’uso consapevole del web e il kit multimediale di supporto. Successivamente, nel corso degli open day con ragazzi e adulti i professori saranno affiancati da un esperto della Polizia di Stato, o da ambassador Cisco e Hp, e distribuiranno i materiali informativi con pratici consigli per navigare in sicurezza. Agli studenti è inoltre riservato un concorso a premi in cui saranno chiamati a rappresentare, con una foto, un disegno o un video, il tema della sicurezza online. I 5 istituti vincitori si aggiudicheranno materiali informatici utili alla didattica.

 

 

[1]Indagine condotta daTonino Cantelmi, professore incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione – Università Lumsa

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